Melody al Musa Festival

Quando Bach, Beethoven, The Beatles e le Stelle si incontrano
Ci sono sere che non si limitano a esistere. Sere che brillano come piccole costellazioni nel cuore di chi le vive. Il 29 maggio, al MUSA Festival, ho avuto la fortuna di abitare una di quelle notti. La Libreria Gogol & Company, che è a Milano in via Savona 101, si è trasformata in un luogo sospeso, un piccolo regno dove la musica sembrava camminare leggera tra gli scaffali pieni di libri, le persone e i sogni. Ogni artista ha portato con sé un universo diverso, e insieme abbiamo costruito un viaggio fatto di emozioni, ricerca e meraviglia.

Fance e Soul Ctrl
La serata è iniziata con Fance, che ha aperto finestre su paesaggi sonori inaspettati, mescolando sperimentazione, tecnologia e poesia. Accanto a lui, i Soul Ctrl hanno aggiunto energia, ritmo e calore umano, regalando al pubblico momenti di autentica condivisione. Domenico Benedetto al Piano e la strepitosa Federica Perito alla voce.

Arriva la Fatina
Quando è arrivato il mio turno, mi sono seduta al pianoforte elettrico Casio come si entra in un bosco incantato. Le dita hanno sfiorato i tasti e le note hanno iniziato a raccontare storie. Ho voluto costruire ponti tra mondi apparentemente lontani. Le armonie di Carl Philipp Emanuel Bach hanno incontrato “La Chanson des Vieux Amants” di Jacques Brel. Mentre suonavo e cantavo, sentivo il respiro di un amore capace di attraversare il tempo, di invecchiare senza perdere la sua bellezza. Le emozioni autentiche parlano una lingua universale e riconoscono sempre la strada per arrivare al cuore.

Beethoven
Poi è arrivato Beethoven. La sua voce immortale si è intrecciata con “This Night” di Billy Joel, in un dialogo delicato tra secoli diversi. Era come osservare due stelle lontanissime che improvvisamente si accorgono di brillare della stessa luce. E ancora Beethoven ha incontrato “Nothing Else Matters” dei Metallica. In quel momento ho sentito che la musica non appartiene a un’epoca, ma all’anima.. Guardando il pubblico, ho visto occhi attenti, sorrisi, silenzi pieni di ascolto. Ho percepito quella magia rara che nasce quando chi suona e chi ascolta smettono di essere separati e diventano parte dello stesso racconto. La presenza di amici che non vedevo da tempo mi ha fatta sentire avvolta in un grande abbraccio.

Fabrizio Grecchi
A chiudere la serata è stato Fabrizio Grecchi, che ha regalato al pubblico il suo gioioso viaggio nell’universo dei Beatles. Le sue interpretazioni al pianoforte hanno aggiunto un ultimo colore a questa tavolozza musicale già ricca di sfumature. Sa come coinvolgere la gente che da passiva partecipa allo spettacolo. Si ride si canta e non si resta lì ad aspettare il finale per un applauso.

Musa Festival
Ripensandoci oggi, mi sembra che ogni artista abbia acceso una luce diversa: la ricerca sonora di Fance, l’energia dei Soul Ctrl, il mio dialogo tra musica classica e canzone, il pianoforte poetico di Fabrizio Grecchi. Luci differenti che, unite, hanno creato qualcosa di più grande. Quando l’ultimo accordo si è dissolto nell’aria, ho avuto la sensazione che il tempo si fosse fermato per qualche istante. Come se Bach, Beethoven, Brel, Billy Joel, i Metallica e i Beatles avessero deciso di sedersi allo stesso tavolo per raccontarsi storie sotto il cielo di Milano. Forse la musica serve proprio a questo: a ricordarci che le distanze non esistono davvero, che i secoli possono parlarsi e che i sogni, quando trovano le note giuste, diventano realtà.

Ancora tanti ringraziamenti
Un grande ringraziamento va a Casio Italia per averci dato gratuitamente lo strumento, a Lucky Music per l’impianto e alla Libreria Gogol & Company per l’accoglienza non comune e la piena disponibilità. Un grazie va anche a due persone legate a me in modo diverso: Fabrizio Grecchi e a Fabio Ricci (autore delle foto e del video), mio compagno di vita, per avermi coinvolta in questo meraviglioso Festival.
Con amore e gratitudine.
Melody Bach
