Donna Lucrezia per Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia

Sono venuta a conoscenza di questo brano “Donna Lucrezia” da un mio collega oboista in occasione del suo matrimonio. Mi è subito piaciuto e mi è entrato dentro, nel senso che è diventato parte di me. Dedicato a Lucrezia Borgia, l’ho suonato in duo con la mia amica e flautista Serenella de Luca, (Duo Amarillis) “barocchizzandolo”. Poi l’ho sempre portato con me nei vari concerti. E’ un pezzo che mia madre ama tantissimo e per questo motivo spesso lo eseguo solo per lei.

Duo Amarillis
Duo Amarillis

La magia della musica

Questo pezzo ha in sé una sorta di magia perché segue un percorso tutto femminile:, la sposa, Sere, mia mamma e me e sembra che voglia far udire la voce di una ragazzina, Lucrezia Borgia, che grida la sua innocenza. A Lucrezia sono stati attribuiti tanti omicidi, commessi invece da uomini della sua famiglia, padre e fratello. Una piccola ragazza costretta a sposarsi, costretta a vivere una vita scelta da altri, colpevolizzata e chiamata ‘l’avvelenatrice’, ma che poi divenne una donna intelligente capace di gestire situazioni politiche importanti.

Melody Bach
Melody Bach

Rabbia e riscatto

Ogni volta che suono questo brano penso a quella ragazzina e cerco di far emergere dolcezza, rabbia e voglia di riscatto, ma anche spensieratezza che comunque, nonostante una vita difficile, sarà riuscita a ritagliarsi. Ogni volta che penso a Lucrezia Borgia

Info

Video di www.fabioricci.it

girato a San Bernardino in Svizzera

Addio al Piano

Addio al Piano

Glaube, Liebe und Hoffnung (Fede, amore e speranza) in FA Mag.  Anh. 15″  è una breve pagina scritta per pianoforte. Scritta da Ludving van Beethoven, intorno alla quale ci sono notizie confuse e di difficile costruzione. Sembra che sia stato pubblicato nel 1838 (1858?) dall’editore Gustav Cranz a Berlino, poi con il titolo di “Beethoven’s Adieu to the Piano” (Addio al piano”), dall’editore Boosey a Londra.

Valzer

La dicitura ‘Valzer‘ non corrisponde alla stesura de l’addio al piano,  brano sia per il tempo, “Moderato con molta espressione”, sia per la presenza di un trio centrale.  Con caratteristiche che nulla hanno a che fare con la struttura compositiva di un valzer.

Addio al Piano
Addio al Piano

“Addio al piano” per la Fatina

Comunque ciò che importa è quale significato ha avuto per me e quale emozioni ha mosso e muove ancora oggi quando lo suono. Questa pagina pianistica mi è stata presentata la prima volta dal mio maestro Gianni Manzotti. Insieme al racconto relativo alla drammatica vicenda della sordità di Beethoven, quando ero molto piccola. Ricordo che sono stata emotivamente colpita, tanto che mi sono messa a piangere. Il mio maestro mi ha messo una mano sulla spalla dicendomi: “Questo, per “l’addio al piano”, è proprio l’atteggiamento giusto per affrontare questo brano, però non piangere ogni volta, studialo bene!”

L.V. Beehtoven
L.V. Beehtoven

Ludving van Beethoven

Non so se davvero questo brano sia legato alla sordità del grande Maestro, però le emozioni che sia da bimba che adesso mi muovono dentro sono molteplici e molto profonde. Sento in questo brano dolcezza e drammaticità che si alternano in modo irregolare; il cambio avviene anche tra una battuta e quella vicina, a volte anche nella stessa battuta.

Quando lo suono

Quando lo suono è come se mi trovassi nella situazione di spiccare il volo e nell’immediato di precipitare, un brano, a mio avviso, magico, che ogni volta mi fa provare emozioni intense e profonde, un pezzo molto maschile ma a tratti anche molto femminile, traspare una femminilità direi adolescenziale. Un piccolo scrigno che, una volta aperto ti avvolge intrappolandoti nelle sue molteplici musicali emozioni. Questa è la mia versione de “l’addio al piano”