Sulle orme di Lucio Dalla a Bologna

Fatina con il suo fotografo per sotto le torri di Bologna
Fatina con il suo fotografo per sotto le torri di Bologna

Sulle orme di Lucio Dalla a Bologna

Abbiamo deciso di passare la Pasqua sulle orme di Lucio Dalla a Bologna. Nel prossimo progetto di Melody Bach Project ci sarà “Dalla Luna al Mare” pezzo dedicato/ispirato a Lucio Dalla. Così nell’anticipo della tradizionale gita di Pasquetta, abbiamo deciso di passare la nostra domenica seguendo i suoi passi. Partendo da dove riposa fino a dove viveva. In mezzo una città meravigliosa, di gente meravigliosa. Molto ispirante, seguite anche voi con queste foto “Sulle orme di Lucio Dalla a Bologna”. La prossima volta sarebbe bello tornarci per ascoltarla suonare, non trovate?

Fabio Ricci
Fabio Ricci

Le foto di Fabio Ricci

Fabio Ricci (www.fabioricci.it) si occupa, oltre che della parte musicale, anche dell’immagine di Melody, anzi si occupa di produrre ricordi di tutte le cose che si fanno insieme. Qui le sue foto di questa bella giornata…. sulle orme di Lucio Dalla a Bologna!

Lucio Dalla (tratto da Wikipedia)

Lucio Dalla (Bologna, 4 marzo 1943Montreux, 1º marzo 2012) è stato un musicista, cantautore e attore italiano.

Firma di Lucio Dalla

Musicista di formazione jazz[5], è stato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani.[4] Alla ricerca costante di nuovi stimoli e orizzonti, si è addentrato con curiosità ed eclettismo in vari generi musicali, collaborando e duettando con molti artisti di fama nazionale e internazionale.[6]Autore inizialmente solo delle musiche, si è scoperto in una fase matura anche paroliere e autore dei suoi testi.[7] Nell’arco della sua lunga carriera, che ha raggiunto i cinquant’anni di attività, ha sempre suonato il pianoforte[4], il sassofono e il clarinetto, strumenti, questi ultimi due, da lui praticati fin da giovanissimo.[8]

Centoventi volte grazie, una per ognuno di voi

Centoventi volte grazie, una per ognuno di voi

Centoventi volte grazie, una per ognuno di voi, sono quello che mi sentivo di dirvi dopo domenica, 18 marzo 2018 alla biblioteca di Vaprio d’Adda. Condividendo il palco con Fabio Ricci ho vissuto una esperienza musicalmente e artisticamente fantastica. È stata una conferenza musicale, abbiamo portato in scena le donne nella storia della musica dal 500 al 900. Lavorare insieme sullo stesso palco mi ha davvero riempito il cuore. Grazie a Fabio ho potuto esprimere la mia arte in modo maturo e armonioso. Ho cercato di immedesimarmi nelle donne che ho “suonato”, nel loro carattere e non so, forse ci sono riuscita. Ancora: Centoventi volte grazie, una per ognuno di voi

Foto di Matteo Ricci

Da donna a donna

Poter suonare i loro brani mi ha resa una donna ancora più orgogliosa e felice di aver scelto e caparbiamente seguito la Musica, la mia passione primordiale. Forse dovrei vivere in un teatro, e in ascolto, respirare l’arte di chi è venuto prima di me, quello che faccio quando compongo, e basta.La mia fortuna è di essere nata e vissuta a Vaprio d’Adda… camminare lungo gli argini, alzare lo sguardo e sentire la presenza di Leonardo e lo sguardo di Anna Magnani. Il solo pensiero dei grandi artisti mi riempie gli occhi di lacrime, ma non lacrime di tristezza ma di commozione. Basterà dirvi centoventi volte grazie, una per ognuno di voi?

Foto di Matteo Ricci

I miei ringraziamenti

Quello che posso fare è dire ogni giorno grazie. Grazie a mio nonno Mario, grazie ai miei genitori, grazie a tutti coloro che mio hanno permesso di proseguire nel mio cammino musicale, agli amici vecchi e nuovi e al mio socratico Fabio. All’Associazione Culturale Leonardo, al suo presidente Marco Galli, alla vicepresidente Maria Rosa Concari, al sindaco Andrea Beretta e all’assessore alla cultura Evelina Cavenago. Senza dimenticare, Claudio Lisbona,  lo zio, che ci hanno dato la possibilità di emozionare emozionandoci.

Grazie, centoventi volte grazie, una per ognuno di voi che siete venuti.

Info

http://www.leonardovaprio.it

digitalicoblog.wordpress.com – www.fabioricci.it

San Valentino nella storia della musica


San Valentino nella storia della musica

San Valentino nella storia della musica, Valentino festa degli innamorati. Ho scelto di interpretare tre brani per me molto rappresentativi. Ecco un approfondimento, con nozioni prese varie e mie considerazioni.

Amarilli, mia bella

Amarilli, mia bella” un madrigale monodico composto da Giulio Caccini che fa parte della raccolta di Madrigali e Arie intitolata “Le nuove musiche” e pubblicata nel 1601. Il testo è piuttosto breve e il brano, malgrado le inflessioni in minore, è più rassicurante che triste. Si tratta di un innamorato che vuole convincere la sua donna che solo lei è il suo vero amore. Giulio Caccini è stato un cantante, musicista e compositore molto attivo tra la fine del Rinascimento e l’ inizio dell’ Età Barocca. Era questo il periodo della musica italiana in cui la musica e la canzone subiscono una forte evoluzione.  Erano viste, fino ad allora solo, come una forma di diletto. Ma cominciano ad assumere un aspetto sempre più professionale. Il musicista ed il cantante passano da semplici artisti a veri professionisti. Giulio Caccini, riconosciuto precocemente come un talento, studiò, insegnò e visse a Firenze alla corte dei Medici. San Valentino nella storia della musica inizia qui e continua con…

Una furtiva lagrima

Una furtiva lagrima”, un’aria dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti. E’ cantata da Nemorino nell’ottava scena del secondo atto, quando si accorge di una lacrima spuntata dagli occhi dell’amata Adina. Capisce di essere ricambiato perché la donna si mostra gelosa, che il giovane attragga le ragazze del paese. In realtà lo corteggiano solo per l’eredità appena ricevuta. Nemorino è convinto, invece,  sia merito dell’elisir d’amore vendutogli da Dulcamara, in realtà soltanto una bottiglia di Berdeaux.

Sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore (Sonata al chiaro di Luna)

Per il San Valentino nella storia della musica non poteva mancare la Sonata per pianoforte n.14 in Do diesis minore “Quasi una fantasia”, più comunemente nota sotto il nome di Sonata al chiaro di Luna. Il soprannome attribuitole dal critico tedesco Rellstab), è l’op. 27 n. 2 del catalogo di Ludwig van Beethoven. Fu completata nel 1801 e pubblicata per la prima volta nel 1802 “per il Clavicembalo o Piano-Forte“. Malgrado  Beethoven non la considerasse una delle sue migliori sonate è diventata una delle più famose di tutti i tempi. Il maestro aggiunse adirittura la scritta “Quasi una Fantasia“. Questo perché la struttura non rispecchia quella tradizionale di una sonata. La dedicò alla sua alunna prediletta, la diciannovenne, Contessa Giulietta Guicciardi, di cui egli era (o era stato) innamorato. Il loro fu un amore travolgente ma infelice, infatti la contessina sposò un giovane appartenente al suo stesso ceto sociale.

Così si chiude il mio percorso attraverso il San Valentino nella storia della musica, passate una bella giornata dedicata all’amore.

www.melodybach.it

Turbine di Melody Bach

Turbine di Melody Bach

Turbine di Melody Bach è il pezzo che vi vogliamo fare ascoltare oggi, è stato il primo scritto dalla Fatina dal momento dell’inizio della sua carriera solista. Pezzo che si è trasformato molto, con l’arrangiamento, ma che qui ascoltate in versione acustica. Il pezzo è compreso in Fairy Pop, che ad essere sinceri ancora non sappiamo se pubblicare o meno. Sia perché ci sono tante cose nuove che avanzano. Sia perché per come l’abbiamo lavorato pensiamo debba essere pensato in un lavoro più strutturato (un musical o perlomeno qualcosa di teatrale). Ci stiamo lavorando, pensando soprattutto.

Cosa bolle in pentola

Ma  i pezzi vivono anche di vita propria e si sostengono anche solo in acustico. Senza nessun arrangiamento. Intanto continuiamo a lavorare a Concerto Sacro ma soprattutto al debutto discografico che dovrebbe proprio essere Fairy Rock (qualche indizio già lo trovate tra i video). Lavori sempre fatti con la produzione del complice di questi anni (Fabio Ricci) ma intanto ascoltiamo: Turbine di Melody Bach

Info

www.fabioricci.it

La natura mi ispira

La natura mi ispira

Amo la natura
Amo la natura

Amo la natura la mia ispirazione la colgo
in un bosco, la poesia della natura è infinita!

 

www.melodybach.it
www.melodybach.it

La natura mi ispira. Le note del mio pianoforte portano gli echi del tempo che passo nella natura, tutto nasce da li. Amo la natura, la mia ispirazione la colgo in un bosco. Fairy pop, ma anche il prossimo Fairy Rock, riecheggiano di questo spirito magico. La poesia della natura è infinita. Per questo dico che la natura mi ispira. Non potrei ricaricarmi se non passassi del tempo in mezzo a boschi, fiumi, laghi o al mare. Ma anche sulla cima di una montagna.

La musica della natura

Ma l’avete mai ascoltata la musica della natura? siete mai stati seduti con gli occhi chiusi a sentire lo sciabordio delle onde? oppure spalancati davanti ad un cielo stellato aspettando di vederne “cadere” una? Ascoltato l’erba accarezzata dal vento o il fragore di una cascata alpina?  Fatelo, capirete ancora di più quanto è immenso questo universo.

Le canzoni preferite di Natale

Le canzoni preferite di Natale

Ecco le mie canzoni preferite di Natale, le ho suonate per voi in un mini concerto. Eseguite con il mio pianoforte.

Sono davvero entusiasta delle note e delle emozioni di questo periodo dell’anno. Le canzoni sono: Away in a manager, deck the halls, fum fum fum, god rest you merry gentelman, hark! the herald angels sing, it came upon the midnight clear, jingle bells, joy to the world, march of the three kings, silent night

Buon Natale e felice anno nuovo

Gioisci Anima Mia di Bach by Melody Bach

Gioisci Anima Mia di Bach by Melody Bach

La cantata BWV 147 è composta da dieci movimenti, il più famoso è proprio l’ultimo “Gioisci anima mia” di Bach. Il pezzo è nella tonalità di sol maggiore a ritmo ternario. Ia melodia principale divenuta celeberrima è assai suonata nelle chiese cristiane durante la liturgia.

Myra Hess

La musica della corale è stata arrangiata per pianoforte da Myra Hess e questo mi rende felice, perché lo ha fatto una donna alla quale in un certo senso mi sento legata musicalmente.

Ma cosa ha fatto Melody Bach?

Il mio lavoro è stato quello di prendere la partitura per organo e coro e riarrangiarla, ovviamente secondo il mio stile, alla tastiera del pianoforte. Aggiungendo questo pezzo al mio “Concerto Sacro” che ormai inizia a passare l’ora di musica.

 

info:

J.S Bach

Ave Maria di Jacques Arcadelt

 Ave Maria di Jacques Arcadelt (1504-1568)

Mottetto Ave Maria gratia plena detta anche Ave Maria di Jaques Arcadelt. Questo brano è il risultato di un riarrangiamento e riadattamento ottocenteschi e piuttosto vistosi di una vera melodia di Jacqes Arcadelt. L’errore è probabilmente la somma dell’imperizia di studiosi e  di una operazione non del tutto in buona fede. Nel 1842 il musicista francese Pierre- Louis Dietsch durante un concerto del coro da lui diretto presentò la propria “scoperta”: un ‘Ave Maria scritta da Arcadelt. Il brano piacque e fu edito dall’inglese sir Henry Rowley Bishop nonché trascritto per pianoforte da Franz Lizst.

Rieccola

Nel 1955 l’Ave Maria comparve come “Mottetto di Arcadelt” nel primo volume della raccolta di Achille Schinelli Collana di composizioni polifoniche vocali sacre e profane (Ed. Curci).
Comunque la melodia principale ricalca alla perfezione una chanson realmente composta nel 1554 da Arcadelt , intitolata”Nous voyons que  les homme “, a tre voci femminili di argomento profano.
Quindi l’opinione diffusa  ritiene che Dietsch abbia rimaneggiato la chanson originale adattandola con le proprie nozioni di contrappunto e spacciandola per una Ave Maria. La parte del basso è stata interamente scritta da Dietsch che modificò anche l’assetto ritmico del brano per adattarlo al nuovo testo e aggiunse la cadenza pagale (IV I) per la parola  conclusiva Amen.

Melody Bach

Ho preso l’Ave Maria di Jacques Arcadelt e l’ho smontata e  baroccamente personalizzata, pur mantenendo la melodia. Anche questo pezzo fa parte, potete informarvi sul link, del Concerto Sacro