Un sabato a “Lake Me Up”

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Un sabato a “Lake Me Up”


Partiti da Milano con il nostro zainetto con insalata di riso, the freddo acqua e un dolcetto a testa per raggiungere il lago Sirio a Chiaverano appena dopo Ivrea, in provincia di Torino. Appena usciti dall’autostrada abbiamo percorso una strada costeggiata da campi e da boschi. Già era il preludio di ciò che avremmo poi trovato una volta raggiunta la meta. Arrivati, ci hanno accolti delle persone gentili e simpatiche,  abbiamo saputo poi che erano dei volontari, che ci hanno indicato il luogo del parcheggio. Ahah, mai visto… Ci hanno fatto parcheggiare  in un boschetto un po’ in pendenza. Due passi ed eravamo già sul luogo del festival.

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Il lago

Nel tragitto abbiamo potuto constatare che era un laghetto in cui ci si poteva nuotare. Ma che bello! Averlo saputo saremmo arrivati molto prima. Pian pianino abbiamo cominciato a sentire la musica e… Caspita ci siamo resi conto che il festival si sarebbe svolto in un luogo fatoso, veramente magico. Non sapevamo nemmeno della sua esistenza. Il lago Sirio è strepitoso. Sistemata la coperta a terra proprio sulla sponda; c’era già parecchia gente e una giovane musicista, chitarra e voce, aveva già iniziato ad esibirsi sul palco, una piattaforma proprio sul lago. Che spettacolo! 

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Per noi pic nic e Arte


Abbiamo fatto il nostro pic nic in uno scenario romanticamente musicale. Cosa buffa e bella é stato vedere i bagnanti che arrivavano da diversi punti del lago e che in acqua potevano usufruire dello spettacolo. La gente del pubblico era educata e ben disposta al dialogo tanto che abbiamo conosciuto una coppia di giovani ragazzi vicini a noi, veramente carini.
Durante lo spettacolo si sono esibiti dei ragazzi molto bravi oltre ai grandi Phindar, promotori e organizzatori del festival. Certo che per  gli artisti suonare  in uno scenario naturale così meraviglioso avranno sicuramente potuto attingere una grande ispirazione.
Devo dire che l’artista giovane che mi ha colpito è stato Fadi, un ragazzo romagnolo di grande talento al quale auguro grande successo. Nel video qui sopra con la sua “Canzone Leggera” e Spider Ragnus Dance troppo forte!

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Magari il prossimo anno…


Non posso però tralasciare il fatto che mentre mi perdevo in un incantevole tramonto sul lago immaginavo di suonare in quel luogo le mie composizioni. Riuscite ad immaginare un lago incantato, circondato da tantissimo verde, con un cielo rosa nel momento del tramonto, con libellule a pelo d’acqua e la mia musica fastosa? Io si!

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Info

http://anightlikethisfestival.com

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https://www.facebook.com/FADI-218168982327491/

foto e video www.fabioricci.it

Melody Bach alla Terrazza da Vinci

Melody Bach alla Terrazza da Vinci

Melody Bach torna a suonare a Vaprio d’Adda, il suo paese, giovedì 27 giugno 2019 alle ore 20. Sarà presso la Terrazza da Vinci ed è previsto un abbinamento concerto con apericena a 15 euro. L’artista vapriese suonerà immortali della musica classica mixati con successi pop e rock. Dove la musica colta incontra gli eredi, spesso inconsapevoli, che quello che compongono è già stato scritto. Così in Beethoven si trovano i Metallica, in Mozart fa capolino de Andrè e così via, dove indovinare cosa è stato contaminato, diventa davvero un gioco per appassionati. Prenotate subito!

melody bach a crema
melody bach a crema

La musica e il posto

La musica di Melody è sempre dominata dal romanticismo, ma certo suonare in un contesto così particolare come la Terrazza da Vinci, suggestiva già di suo, è davvero arricchente. Per lei, in quel posto si sono sposati i suoi genitori e la bisnonna era a servizio di una nobildonna, è davvero emozionante. Serata altamente consigliata per i romantici, la vista dei panorami che Leonardo da Vinci, nei suoi frequenti passaggi da Vaprio, dipingeva da quella vista è davvero unica.

valentina orlandi
valentina orlandi

Valentina Orlandi

Ci sarà anche un’ospite, Valentina Orlandi, Elfetta speciale della Fatina.  Valentina canterà dandovi davvero altre “Million Reasons” (che qui sotto cantano durante una prova insieme) ma chissà che di canzoni non ne facciano anche due insieme. Valentina è spesso presente nei live di Melody, oltre che brava e bella è anche un vero portafortuna. Senza contare che anche lei è Vapriese doc. L’idea di Melody Bach Project è proprio questo: valorizzare il talento che cresce e che merita, ma soprattutto condividere la Musica tra amici e talento.

Eventi Milanesi e Botteghe Milanesi

A supportare la promozione ci saranno anche Eventi Milanesi e Botteghe Milanesi, due portali gemelli che si occupano di Musica e spettacolo, il primo, di imprese e food, il secondo. Entrambi con base a Milano dedicano molto spazio anche alla provincia, così hanno deciso di supportare Melody Bach alla Terrazza da Vinci. Sia come ufficio stampa sia come social, massima copertura dunque!

Info

https://www.instagram.com/terrazzadavinci/
https://terrazza-da-vinci.business.site/
www.terrazzadavinci.it

Terrazza Da Vinci – Ristorante Hotel Lounge Bar American Bar
Via Antonio Motta, 46 a Vaprio D’Adda (MI)
Tel. 0228099032 – info@terrazzadavinci.it

Melody Bach canta per L’isa

Gli otto video del promo #unafatinatuttamatta la campagna che abbiamo realizzato per l’evento di Milano da L’Isa

Melody Bach canta per L’isa

Melody Bach suona (e canta) per l’ottavo compleanno di L’Isa, il compleanno dell’infinito. La festa, ingresso gratuito sarà questa sera Mercoledì 22 Maggio 2019, inizio dalle 19 e intorno alle 20 si esibirà la nostra Fatina. L’Isa si trova in Via Thaon di Revel 8 a Milano. Ci sarà anche la presenza degli amici di Domus Vinum ed è prevista la presenza della deliziosa elfetta Valentina Orlandi che verrà a cantare con Melody.

Melody canta

Non tutti sanno che Melody Bach Project non è solo la Fatina che suona ma canta anche. Il programma di questa sera conterrà pezzi arrangiati da lei tradizionali o mash-up di canzoni celebri e colossi della musica classica. Ma anche tradizionali che incontrano il moderno. Insomma le magie musicali delle note cucite per creare ricami armonici a sostegno delle melodie che tanto amiamo. Così Beethoven incontra i Metallica, Mozart si abbraccia De Andrè, Lucio Dalla a “Torna Surriento”. Ci sarà anche Ron e un pezzo (“Remoteness”) scritto dalla pianista e compositrice. Due pezzi con la splendida voce dell’altrettanto splendida Valentina Orlandi che canterà una canzone da Jesus Christ Superstar “I don’t know how to love him.” e la notissima “Million reasons”. Quindi stasera: Melody Bach canta per L’isa

valentina orlandi
valentina orlandi

L’isa

Il tutto per festeggiare l’ottavo compleanno dell’esclusiva boutique de L’Isa (intervista qui sotto da #botteghemilanesi) proprio nel cuore dell’Isola, il quartiere più delizioso della nuova Milano. Nuova perché è esploso negli ultimi anni, dopo essere stato un po’ dimenticato e questa è la ragione perché è rimasto così vecchia Milano anche se confinante con i grattacieli di Garibaldi. Isabella, nel suo negozio, accoglie veri e propri artisti. Gli abiti non sono in tutte le taglie non sono in colori a scelta, ma sono così come l’artista li ha voluti, certo ci si trova anche oggettistica e gioielli artigianali. Con lei i super turbati di Miss Flapper, l’abbigliamento di Autopsie Vestimentario e i bijoux di AlemaiuguAle Soutache

clicca per il vino
clicca per il vino

Domus Vinum

Ci saranno anche gli amici di Domus Vinum con il loro spumante di Falanghina, eccellenza del Sannio nel Beneventano. Assoluti amici dell’arte e delle cose belle offriranno un brindisi a questa serata che mette insieme tante unicità, ci sarà anche questo ricercato produttore di vino. Una piccola curiosità Melody Bach appare nell’home page, ma non ditelo in giro, del sito della cantina perché ha prestato il suo sorriso al brand.

Info

L’Isa Via Thaon di Revel 8 a Milano per informazioni 338 128 8732 – serata ingresso libero

https://www.facebook.com/lisa-200103500030729/

www.domusvinum.it

www.missflapper.it

http://www.autopsievestimentaire.com

https://www.facebook.com/AlemaiuguAlesoutache/

 

Melody Bach in concerto a Crema

Melody Bach in concerto a Crema

Mercoledì 1 Maggio 2019 dalle ore 11 ci sarà il consueto concerto, nel contesto della festa del settimanale di Crema InPrimapagina, di Melody e dei suoi elfetti nella spelendida cornice del chiostro del Sant’Agostino. Oltre alla nostra Fatina si esibiranno i piccoli Sofia De Lucchi e Gabriele Chignoli con il loro saggio di pianoforte. Successivamente Valentina Orlandi canterà, accompagnata dalla stessa pianista di Vaprio d’Adda, alcuni successi internazionali. A chiudere la giornata “Melody Bach in concerto a Crema”. La stessa artista farà un viaggio nelle cose alle quali sta lavorando negli ultimi anni. Sia le contaminazioni tra musica classica con il moderno, ma anche la musica sacra o la riscoperta delle donne compositrici nella musica, per lo più snobbate anche nei conservatori. Non mancherà anche qualche sua composizione. Ingresso libero così come per tutta la bella manifestazione dedicata al lavoro del comprensorio cremasco. Per chi lo desiderasse sarà disponibile il nuovo lavoro di Melody Bach “Holy Fairy” una rilettura di classici della musica sacra su CD

la scorsa edizione a Crema
la scorsa edizione a Crema

Gabriele suonerà

Resta con noi di J.S. Bach, Te Deum di Charpentier, Primavera di Vivaldi, Piccola serenata notturna di Mozart, La danza delle ore di Ponchielli, Non più andrai di Mozart, Fra diavolo. di Daniel Auber, Danubio blu di Strauss, Il mattino di Grieg, 2 minuetti di Bach e La bella vita Pezzo jazz blues

valentina orlandi
valentina orlandi

Valentina canterà

No Scrubs (TLC); Colors of the Wind (Vanessa Williams – Pocahontas OST); I Don’t Know How to Love Him (Yvonne Elliman – Jesus Christ Superstar OST); Titanium (Sia); Milliom Reasons (Lady Gaga); My Immortal (Evanescence)

Melody Bach suonerà a canterà

O vive rose di Francesca Caccini, Canone di Pachelbel, Morir non può il mio cuore di Maddalena Casulana, Preludio in do maggiore di J. S. Bach, Ave Maria di Bach – Gounod, Il gigante e la bambina, Remotness di Melody Bach) e Amore che viene amore che va di Fabrizio de Andrè

Poeta me per la Fatina

Poeta me per la Fatina

Sabato sera ho avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo di danza e poesia. Si chiamava “Poeta Me” della compagnia Balafori di Milano. Eccone un piccolo ricordo.

Lo spettacolo

Non mi aspettavo di vedere uno spettacolo di questo genere, recitazione e danza, una sorta di linguaggio misto, un frullato di armoniose arti che combinate insieme funzionano in un modo perfetto pur mantenendo la loro unicità. I quattro ballerini (Chiara Serafini, Cheope Alice Turati, Giovanna Belloni, Leonardo Moreno) con la guida della coreografa Alessandra Costa sono stati strepitosi.

Un magico Mondo

Mi hanno portata nel loro magico mondo e per un’ora abbondante non mia hanno lasciata andare via, cioè mi hanno tenuta incollata alla loro arte, tanto che avrebbero potuto continuare ancora tanto sono stati bravi. È la prima volta che assisto ad uno spettacolo così, raffinato, elegante e innovativo. Grazie.

Ne ha parlato anche Fabio Ricci (le foto delle prove in pagina sono sue) con un suo #storiadisaleprove

Ricordando Fabrizio de Andrè

Ricordando Fabrizio de Andrè

Negli scorsi giorni è stato l’anniversario di un immenso cantautore e così la nostra Fatina, ricordando Fabrizio de Andrè, appunto, ha deciso di fare una cover di un suo pezzo immortale “Amore che vieni amore che vai” mischiato con “Alla Turca” di Wolfang Amadeus Mozart. I due pezzi hanno gli accordi simili ed è bastato rallentare Mozart per farlo incontrare con il cantautore di Genova.

L’amore

La canzone di De André “Amore che vieni amore che vai” mi ha da sempre suscitato emozioni chiunque la coverizzasse. Ascoltata cantata da Fabrizio però… ho provato emozioni molto forti. Mi ha portato indietro nel tempo, a quando ero una giovane fatina, il cuore che batteva all’arrivo del primo innamorato. Via via la mente percorre tutti i momenti dei nuovi incontri: l’amore vissuto in modo sempre più intensamente consapevole, mentre la musica risuona. L’ho ascoltata veramente in modo esponenziale e l’ho anche cantata in giro per casa. Ma poi è arrivato il giorno in cui ho deciso di cantarla accompagnandomi al pianoforte e farci un video

Attenzione Fatina al lavoro

Mi faccio avvolgere dall’armonia di questa canzone e nella mia testa danzano accordi moderni e antichi, una sequenza di armonie che mi rimandano a qualcosa a me conosciuto. Allora comincio a giocare con le sequenze armoniche fino a che, le mie dita ricadono su un brano imparato quando avevo 8 anni: “Alla Turca” di Mozart. Con stupore e curiosità ho cominciato a lavorare ed ecco che il grande De André e il grande Mozart si sono fusi  uno nell’altro e mi hanno permesso di realizzare questo lavoro. Si sono rincorsi, abbracciati fino a fondersi in un’unica composizione

La Fatina al Teatro Pane e Mate

La Fatina al Teatro Pane e Mate

Il Teatro Pane e Mate ha trasferito, nel periodo natalizio, la sua base performante alla Casa della Memoria di Milano (zona Isola). La Fatina l’ha visitata ed è tornata a vedere “La disfatta di Roncisvalle”. Ecco le sue impressioni!

il portone di Pane e Mate
il portone di Pane e Mate

Il percorso emozionale: ieri, oggi e domani

Quando arrivi vedi un portone in legno chiaro chiuso, ma la cosa bella è che è un portone chiuso che non vede l’ora di aprirsi per farti entrare. Ecco il portone si apre e meraviglia delle meraviglie c’è una giostra, una giostra con cavalli in legno, velieri e animali tutti in legno. Vicino al perno centrale c’è un trono. Mentre gira i paesaggi cambiano continuamente e non vorresti più scendere.

La Fatina si lancia
La Fatina si lancia

Da lì si passa a un mondo sonoro, con canne di bambù e se avvicini l’orecchio a quelle centrali, puoi ascoltare suoni e voci. Poi via, cambia nuovamente lo scenario. Alzando lo sguardo vedi tanti uccelli e a lato della stanza una piscina con della sabbia. Immergere le mani è bellissimo. Poi ecco che, svolazzanti qua e là, ci sono disegni e desideri lasciati dai bambini, ma anche non bambini, di passaggio in questo mondo incantato.

Un viaggio carico di emozioni dal quale non volevo assolutamente uscire.

la disfatta di Roncisvalle
la disfatta di Roncisvalle

La disfatta di Roncisvalle

La Fatina al Teatro Pane e Mate seconda visita, allora partiamo dall’allestimento de “La disfatta di Roncisvalle“: un palco al primo impatto rivestito di broccato rosso e contornato da una passamaneria dorata a frange, stile ‘700. Ma… sorpresa il palco è un divisorio dal quale spuntano dei pupi rappresentanti paladini con abiti e pennacchi di colori abbinati, spade e scudi scintillanti. Ogni tanto viene ruotato e al suo interno si vedono raffigurati i paladini sia quelli di Carlo Magno che i Saladini. Questo cambio di scena avviene più volte durante lo spettacolo. La storia e la rappresentazione sono travolgenti e commoventi.

I due strepitosi artisti, Salvatore Fiorini e Gianni Parodi, si esibiscono recitando brani di alto livello ma in modo comprensibile a tutti. Muovono i loro pupi, le loro marionette il loro spettacolare orso, con grazia, quasi a passo di danza. La battaglia è cruenta ma Salvatore, Gianni e l’orso riescono con la loro dolcezza a tranquillizzare gli animi. L’orso è meraviglioso, ti viene voglia di abbracciarlo e coccolarlo; Gianni lo anima e gli parla con modi gentili, quasi lo protegga dal male che il racconto della battaglia porta con sé. In scena Gianni suona dei curiosi strumenti spagnoli antichi portando ulteriore magia al tutto.

Info

http://www.teatropanemate.it/

foto di www.fabioricci.it

 

La danza dei Moretti

La danza dei Moretti” è un brano composto da Ettore Montanaro. Ho imparato a suonarlo all’età di sei anni grazie al mio maestro Gianni Manzotti che ricordo sempre con tanti affetto. Al compleanno dei miei 7 anni feci un mini concertino per le mie amichette tra le quali c’era anche Enrica Colombo. Se ne innamoró subito e ogni volta che veniva a casa mia mi chiedeva di suonarglielo.

Un piccolo regalo

Bene, circa un mesetto fa ci siamo incontrate e mentre stavamo parlando lei mi ha ricordato questo “La danza dei Moretti” e il desiderio di poterlo riascoltare. Avrei voluto preparare un regalino per Natale ma, dato che non ci sono riuscita, eccolo ora. Un regalo esclusivo per te cara amica mia e compagna di classe delle elementari. Spero tu possa provare le stesse emozioni di allora e grazie per avermelo chiesto. Un abbraccio

Ave Verum Corpus

Ave Verum Corpus 

Questa opera scritta da Wolfang Amadeus Mozart, è basata sul testo eucaristico omonimo del XIV secolo, e si tratta di un mottetto per coro misto, orchestra e organo, composto a Baden, nei pressi di Vienna. Dopo pochi mesi il grande compositore, prematuramente, morirà. L’opera è dedicata all’amico Anton Stoll, Kapellmeister, della chiesa parrocchiale di Vaden. Nata per l’occasione della solennità del Corpus Domini, viene considerata uno dei momenti più alti del genere mozartiano. Cajkovskij rielaborò questo celebre mottetto nella preghiera che costituisce il terzo movimento della Suite n.4 op. 61, nota, non a caso, come Mozartiana. Nell’epoca moderna il cantante rock Jon Anderson, della band progressiva Yes, interpreta l’Ave Verum Corpus nel proprio album solista Toltec del 1996.

L’Ave Verum Corpus di Melody

Arriviamo a me. Questo è un brano che ho conosciuto prima come cantante, nella corale del mio paese, Vaprio d’Adda, diretta dal maestro Fulvio Brambilla, che come brano suonato. Poi ho cominciato ad avvicinarmici in merito a celebrazioni particolari, con il privilegio di organista, accompagnando cantanti lirici ma anche durante alcuni matrimoni ho avuto modo di suonarlo tantissime volte. Ma anche nel mio “Concerto Sacro“.

Emozioni

L’Ave Verum Corpus mi ha sempre suscitato forti emozioni, perché il canto è semplice così come la linea melodica. Sia durante l’ascolto sia quando lo suono, questo brano mi trasmette sempre molta pace, tanto che, al termine ho bisogno di stare in silenzio, in una meditazione. Così ho deciso, con molto rispetto, di riprenderlo in mano partendo da uno smembramento della struttura.

Il lavoro sull’arrangiamento

Sono arrivata, dopo mesi di lavoro sullo sparito, a lasciare la struttura armonica identica. Quello che ho variato è stato spostare il tema a uno strumento piuttosto che a un altro. Al pianoforte ho lasciato principalmente la struttura armonica, al violoncello il basso e al violino cinese (Erhu) quasi sempre la parte tematica. Sono nate in me nuove emozioni, molta passionalità mista a trascendenza e spero che possa suscitare emozioni diverse a chi lo ascolterà.

Il pezzo è stato prodotto da Fabio Ricci che ne ha anche curato il video che vedete qui sopra.

Per la cronaca l’avevo anche suonata in questa versione qui.