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Donna Lucrezia per Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia

Sono venuta a conoscenza di questo brano “Donna Lucrezia” da un mio collega oboista in occasione del suo matrimonio. Mi è subito piaciuto e mi è entrato dentro, nel senso che è diventato parte di me. Dedicato a Lucrezia Borgia, l’ho suonato in duo con la mia amica e flautista Serenella de Luca, (Duo Amarillis) “barocchizzandolo”. Poi l’ho sempre portato con me nei vari concerti. E’ un pezzo che mia madre ama tantissimo e per questo motivo spesso lo eseguo solo per lei.

Duo Amarillis
Duo Amarillis

La magia della musica

Questo pezzo ha in sé una sorta di magia perché segue un percorso tutto femminile:, la sposa, Sere, mia mamma e me e sembra che voglia far udire la voce di una ragazzina, Lucrezia Borgia, che grida la sua innocenza. A Lucrezia sono stati attribuiti tanti omicidi, commessi invece da uomini della sua famiglia, padre e fratello. Una piccola ragazza costretta a sposarsi, costretta a vivere una vita scelta da altri, colpevolizzata e chiamata ‘l’avvelenatrice’, ma che poi divenne una donna intelligente capace di gestire situazioni politiche importanti.

Melody Bach
Melody Bach

Rabbia e riscatto

Ogni volta che suono questo brano penso a quella ragazzina e cerco di far emergere dolcezza, rabbia e voglia di riscatto, ma anche spensieratezza che comunque, nonostante una vita difficile, sarà riuscita a ritagliarsi. Ogni volta che penso a Lucrezia Borgia

Info

Video di www.fabioricci.it

girato a San Bernardino in Svizzera

Addio al Piano

Addio al Piano

Glaube, Liebe und Hoffnung (Fede, amore e speranza) in FA Mag.  Anh. 15″  è una breve pagina scritta per pianoforte. Scritta da Ludving van Beethoven, intorno alla quale ci sono notizie confuse e di difficile costruzione. Sembra che sia stato pubblicato nel 1838 (1858?) dall’editore Gustav Cranz a Berlino, poi con il titolo di “Beethoven’s Adieu to the Piano” (Addio al piano”), dall’editore Boosey a Londra.

Valzer

La dicitura ‘Valzer‘ non corrisponde alla stesura de l’addio al piano,  brano sia per il tempo, “Moderato con molta espressione”, sia per la presenza di un trio centrale.  Con caratteristiche che nulla hanno a che fare con la struttura compositiva di un valzer.

Addio al Piano
Addio al Piano

“Addio al piano” per la Fatina

Comunque ciò che importa è quale significato ha avuto per me e quale emozioni ha mosso e muove ancora oggi quando lo suono. Questa pagina pianistica mi è stata presentata la prima volta dal mio maestro Gianni Manzotti. Insieme al racconto relativo alla drammatica vicenda della sordità di Beethoven, quando ero molto piccola. Ricordo che sono stata emotivamente colpita, tanto che mi sono messa a piangere. Il mio maestro mi ha messo una mano sulla spalla dicendomi: “Questo, per “l’addio al piano”, è proprio l’atteggiamento giusto per affrontare questo brano, però non piangere ogni volta, studialo bene!”

L.V. Beehtoven
L.V. Beehtoven

Ludving van Beethoven

Non so se davvero questo brano sia legato alla sordità del grande Maestro, però le emozioni che sia da bimba che adesso mi muovono dentro sono molteplici e molto profonde. Sento in questo brano dolcezza e drammaticità che si alternano in modo irregolare; il cambio avviene anche tra una battuta e quella vicina, a volte anche nella stessa battuta.

Quando lo suono

Quando lo suono è come se mi trovassi nella situazione di spiccare il volo e nell’immediato di precipitare, un brano, a mio avviso, magico, che ogni volta mi fa provare emozioni intense e profonde, un pezzo molto maschile ma a tratti anche molto femminile, traspare una femminilità direi adolescenziale. Un piccolo scrigno che, una volta aperto ti avvolge intrappolandoti nelle sue molteplici musicali emozioni. Questa è la mia versione de “l’addio al piano”

Francesca Puglisi, Busto Arsizio e una bella serata

Francesca Puglisi, Busto Arsizio e una bella serata

Francesca Puglisi
Francesca Puglisi

Serata a teatro

L’11 gennaio 2020, ho avuto l’invito per andare a vedere la Prima Nazionale, al teatro “Delia Caielli” di Busto Arsizio, dello spettacolo di una artista fantasticamente brava: Francesca Puglisi, dal titolo “Non è Francesca”. Prima di andarea a teatro c’è una vera e propria preparazione e le emozioni che mi attraversano sono diverse, tipo: ma fa freddo, mmmm ma è il caso di uscire, siamo in inverno, ma ci sarà parcheggio, meglio mangiare prima o dopo e dove, cosa indosso, come mi trucco, ma mai un pensiero dubbioso su come sarà la performance, no, perché la magia del teatro è magia pura e come sempre mi lascerò catturare.

Harry Potter a Busto Arsizio?
Harry Potter a Busto Arsizio?

Partenza da Milano

Pronti, partenza via, eccomi in auto con il mio Fabietto e il navigatore. Il cielo, della serata, era limpido e la luna piena con la sua luminosità ci ha accompagnati fino al teatro e dal teatro a casa, con la sua luce magicamente perfetta. Abbiamo parcheggiato di fianco al teatro, una struttura accogliente ma severa allo stesso tempo. Poi ci siamo avviati a piedi, come ci piace fare, per raggiungere il locale dove avremmo mangiato.

La dura vita di una Fatina
La dura vita di una Fatina

Ma prima si mangia!

La scelta l’avevamo fatta a casa e ci siamo dati diverse possibilità, ma poi, ho scelto di andare in un Pub irlandese. Durante il tragitto abbiamo potuto vedere diversi angoli “harrypottiani”, alte case dai portoni che avrei voluto varcare, viette buie che avrei voluto percorrere, negozi di ogni genere ancora aperti con clienti attirati dai saldi, fino ad arrivare alla piazza della chiesa di Busto: bellissima, luminosa con una chiesa imponente e con un presepe di statue a dimensione naturale al centro. Intorno locali, con ragazzi che consumavano bibite, birre e caffè seduti ai tavolini esterni, riscaldati da lampade. Cammina, cammina siamo arrivati a destinazione. Conosco la tipologia di Pub irlandese e questo locale non mi ha delusa e mi sono magicamente sentita a casa. Personale qualificato e gentile, non mi sarei aspettata il contrario, che ci ha servito la cena: due panozzi pazzeschi di 45 cm, strepitosamente buoni. Poi, dopo aver respirato e assaporato l’aria positiva di quel posto, abbiamo ripreso la strada per raggiungere il teatro, accompagnati sempre dalla meravigliosa luna che nel frattempo era più in alto e ancora più luminosa.

Panino da 45 cm!
Panino da 45 cm!

Si torna al Teatro

Arrivati a teatro siamo andati a bere un buon caffè nel bar all’interno del teatro e lì abbiamo incontrato il nostro amico Luca Cecchelli, un giornalista/ufficio stampa elegante e a modo, simpatico e di grande cultura. Arrivata l’ora e ritirati i biglietti, siamo entrati per prendere posto. Non so perchè, ma cercare la fila giusta e il posto giusto, mi mette sempre un po’ di ansia che regolarmente passa nel momento che mi siedo.

Melody Bach e Luca Cecchelli
Melody Bach e Luca Cecchelli

Inizia “Non è francesca”

Si spengono le luci e…da daaaam, si accendono sul palco ed ecco Francesca Puglisi. In quel momento entro in empatia con l’artista e penso all’emozione che provo io nel momento che precede il prima e l’essere in scena; un misto di “ mi batte il cuore “ e “ho voglia di stare qui”. Dal primo momento che è salita sul palco l’attrice ha conquistato tutti e poi ha continuato con un crescendo, facendoci passare da momenti di riflessione a momenti di forte ilarità. I momenti che mi hanno fatta più ridere sono stati quelli in cui Francesca parlava con Alexa, una Alexa che vorremmo come dama di compagnia ma che nello stesso tempo diventa colei che, troppo invadente, spia la nostra vita privata e si intromette nei nostri rapporti personali.

Francesca Puglisi
Francesca Puglisi

Invece è Francesca!

Francesca mi piace molto come artista e le auguro il miglior successo, perché ragazza artisticamente brava e bella, una persona davvero strepitosa. Non posso che ringraziarla perché con la sua comicità mi ha fatto stare bene e mi ha arricchita di cose belle, tanto che al rientro a casa la luce della luna mi è parsa ancora più luminosa e, a guardarla bene, anche lei sorrideva.

Info

www.francescapuglisi.net

www.instagram.com/la_puglisi/

www./twitter.com/La_Puglisi

San Colombano

L'eco dell'Adda
L’eco dell’Adda

Ancora San Colombano (aspettando “Il viaggio di San Colombano”)

Oggi 2 gennaio 2020, ho avuto una grande ed emozionante sorpresa: un articolo sull’Eco dell’Adda dedicato a me relativo al mio concerto del 5 ottobre 2019 nella chiesa di San Colombano, nel mio paese, Vaprio d’Adda, scritto dalla mia insegnante di musica ai tempi della scuola media.

Gioia

Ho provato davvero tanta gioia perché apprezzata da chi mi ha seguita nel corso della mia carriera musicale. La signora Ambretta, mi ha indirizzata verso bravi maestri di musica e mi ha dato spesso l’opportunità di suonare con lei in diversi concerti per pianoforte eseguendo famosi brani a quattro mani. Mi ha sempre spronata a continuare perché, lo so è difficile farlo credere a chi mi ha conosciuta da più grande, ero davvero una bimba paurosa anche se all’apparenza “sbruffoncella”, sempre timorosa di mostrarmi agli altri, un po’ a causa della mia riservatezza e un po’ per la paura del giudizio.

Melody Bach
Melody Bach

Fatina riservata

Sono sempre riservata ma la musica resta il modo migliore per comunicare le mie le mie emozioni. Leggere oggi questo articolo mi ha fatto molto bene al cuore e mi ha dato quella carica per continuare a comporre e quindi: regalare emozioni a chi mi ascolterà.

Grazie signora Ambretta, grazie davvero!

Buon anno

da L’Eco dell’Adda

(Periodico di informazione della Parrocchia di Vaprio d’Adda)

Dicembre 2019

articolo su Melody Bach
articolo su Melody Bach

Il cammino di San Colombano

La nostra Parrocchia ha vissuto quest’anno due importanti eventi: il 50′ Anniversario di ordinazione sacerdotale di don Giancarlo Quadri e don Egidio Moro e il restauro della chiesa di San Colombano. La sera del 5 Ottobre, nella splendida cornice della chiesa romanica , abbiamo avuto il privilegio e la gioia di ascoltare melodie e armonie che hanno elevato l’animo al cielo. Rendere lode e onore attraverso la musica è quanto di più gratificante ci ha regalato Melody Bach -al secolo Claudia Riboni- con un concerto di musiche sacre. La prima parte del programma, intriso di brani mariani noti e meno noti, ha preparato l’ascolto -a mo’ di preludio- alla Suite de “Il viaggio di San Colombano” di lodevole fattura ed espressività, frutto dell’estro compositivo di Melody Bach. Desidero porre in risalto la bellezza di questa musica in stile irlandese, le ottime doti di Melody nella veste di pianista, clavicembalista e compositrice, capace di trasmettere emozioni e raccogliere i giusti riconoscimenti. Se mi è consentita una digressione dal contesto, già ai tempi della scuola media, Claudia, timida e riservata, rivelava la sua innata musicalità, confermata poi con studio serio e costante. Brava è forse dire poco! Nell’ambito poi degli anniversari sacerdotali, mi permetto, in questa sede, menzionare il concerto organistico dello scorso 30 Giugno, tenuto dal M°Roberto de Thierry (e in piccola parte dalla sottoscritta), a degno completamento delle relative celebrazioni liturgiche. Due momenti musicali di elevata spiritualità e cultura, forieri di riflessione ed emozione.

Ambretta Cesarani

Concerto di Capodanno


Da piccola il giorno di Capodanno lo trascorrevo con i nonni materni. Durante il concerto di Capodanno a Vienna, mentre gli zii e i miei genitori restavano in cucina seduti all’accogliente e amorevole tavola, mio nonno e io ci trasferivamo in sala per guardare il concerto. Lo potete ascoltare nel video qui sopra!

Le ballerine del Concerto di Capodanno

Ero affascinata dalle ballerine con i loro magnifici abiti che svolazzavano al ritmo dei valzer, dai luoghi incantati e dai sfarzosi palazzi, ma mio nonno richiamava la mia attenzione sui movimenti del direttore d’orchestra e sulle varie sezioni dei musicisti.  “Ascolta bene cosa stanno suonando i contrabbassi, i violoncelli, gli ottoni” e senza accorgermi mi aiutava a sviluppare un attento ascolto di tutta la partitura. Grazie nonno Mario. Ogni Concerto di Capodanno il mio pensiero e il mio cuore vanno a te, al mio musicista preferito e dal grande cuore.

Melody Bach
Melody Bach

Valzer viennesi

In questi giorni, per caso ho ritrovato un libretto con i più famosi Valzer viennesi e subito mi sono ricordata che il mio primo maestro di pianoforte, Gianni Manzotti, me lo procurò un’estate e mi ricordo che subito li volli suonare tutti per essere pronta al primo dell’anno. Non avendo ancora un pianoforte, la prima volta li suonai davanti ai miei familiari sul mio Bontempi arancione, cercando di compensare al meglio alle note mancanti visto che la tastiera era di due ottave o poco più. Ma che gioia! Purtroppo il nonno non c’era più, ma vedere le mie nonne, la mia zia e i miei genitori danzare o semplicemente tenere il tempo mi riempì il cuore di gioia, nonostante gli occhi lucidi.

“Sul bel Danibio blu”

Oltre a “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss, i miei valzer preferiti sono stati proprio questi, Le Rose del sud e Vita d’artista. Suonarli dopo tanto tempo mi ha fatto bene all’anima musicale e mentre li ho suonati ho sentito molto forte la vicinanza dei miei nonni, di mio papà e di mia zia e questo mi ha permesso di suonare con gioia. Ecco per voi il mio (mini) Concerto di Capodanno. Buon 2020 a tutti!

Il Natale a casa Fatina

La Playlist di “Il Natale a casa Fatina” su youtube

Il Natale a casa Fatina

Il Natale a casa Fatina è per me il momento più magico dell’anno. Durante la settimana che lo precede é un continuo assaporare tutti i Natali degli anni passati, soprattutto quelli da bambina e da adolescente. Il profumo del freddo che c’era nel negozio dei miei genitori, il profumo della neve artificiale che mia mamma spruzzava sulle quattro enormi vetrine dove erano esposti sia i mobili che mio papà realizzava, sia sui letti per bambini che i divani.

Melody Bach: Il Natale a casa Fatina
Melody Bach: Il Natale a casa Fatina

Gli addobbi natalizi

La gioia di aprire la scatola degli addobbi che mia mamma, poi, faceva sparire magicamente e la faceva riapparire l’anno successivo. La gioia di fare l’albero di Natale con la zia Giusy che ogni anno lasciava come ultimo addobbo la campanella preziosa che a fatica non facevo suonare, perché il suo suono sarebbe servito a chiamare Babbo Natale. Il lamentarsi apparente di mio papà, quando andavo a trovarlo la sera di tre settimane prima di Natale nel suo laboratorio di falegname. Facendo finta di aiutarlo a sistemare, ma lo supplicavo di prepararmi il pezzo di truciolato, da appoggiare sui cavalletti, dove avrei poi realizzato il presepe. Ma anche l’entusiasmo di mio padre che a mia insaputa mi preparava le casette che poi illuminava.

Il Natale a casa Fatina e il pianoforte
Il Natale a casa Fatina e il pianoforte

La famiglia

Ricordo che la mattina di Natale mia sorella è io ci alzava o presto e correvamo di là dai nonni e dalla zia. Sul tavolo, tutti gli anni trovavamo i regali, meravigliosi e luccicanti. Poi potevo assaporare il profumo del brodo che mio nonno preparava, dell’insalata russa, dei datteri, del panettone e il gioco delle carte. Il poter festeggiare il Natale a casa Fatina insieme, tutti quanti, a mezzogiorno dai nonni paterni e la sera dai nonni materni con i tanti zii.

Melody Bach: Il Natale a casa Fatina
Melody Bach: Il Natale a casa Fatina

Senza loro…

Il ricordo del primo Natale senza i nonni che ci avevano salutato durante l’estate e il primo Natale senza il mio papà e poi il successivo senza la mia amata zia:i Natali più dolorosi. Grazie però a loro l’entusiasmo del Natale,  nel mio cuore, però non si è mai spento con tutte le forze cerco di trasmettere la luce che ho dentro. Il mio sogno, oggi, sarebbe di riunire tutti e di stare insieme. Perché é questo il vero senso di questa festa, ma é solo un sogno di Fatina.

Buon Natale a tutti

Il Natale a casa Fatina
Il Natale a casa Fatina

(sopra c’è la Playlist di “Il Natale a casa Fatina” seguite il canale di Melody Bach)

Il viaggio di San Colombano

Il viaggio di San Colombano” The Colum Suite

Chiesa di San Colombano –  Vaprio d’Adda – 05/10/2019

Suonare per il mio paese

Suonare nel paese in cui sono nata è già emozionante, ma suonare in una chiesa dell’epoca Romanica del 1100 , appena restaurata, per me non ha eguali.  Così è nato “Il viaggio di san colomano”

Poco prima di Pasqua il parroco è venuto a benedire casa e, visto che ero nel mio studio, ha provveduto a benedire anche lì. Guardandosi in giro ha visto i vari strumenti musicali e in quel giorno mi ha chiesto:  “Claudia vorresti fare un concerto per l’inaugurazione della chiesa di san Colombano?”  Sono stata pervasa da un grande entusiasmo e ho risposto subito : “Si! Regalerò con piacere un concerto di musica sacra alla mia comunità”. Il mio “sì” ha impressionato molto don Giuseppe, tanto che alla fine del concerto ha raccontato il momento in cui mi ha chiesto di suonare il 5 ottobre 2019.

Un pezzo originale per il Viaggio di San Colombano

La sera stessa dell’invito mi ha chiamata Marco Galli, l’architetto che si è occupato del restauro.  Al telefono mi ha fatto una ulteriore richiesta: comporre un brano in onore del santo. Mentre mi parlava la mia testa già era in azione, travolta da mille idee. Comunicando il tutto a Fabio Ricci, che collabora con me come produttore e arrangiatori, abbiamo pensato di realizzare una composizione che potesse riguardare il cammino di San Colombano. Così ho cominciato a leggere qualcosa, ma, diciamo che tutto il lavoro sia di lettura che di scrittura musicale si è concentrato durante il periodo estivo.

Il Viaggio della Fatina

Mi sono recata a Bobbio. Una giornata ricca di emozioni, ero lì, proprio nell’ultimo luogo terreno che San Colombano ha visto. Ho avuto la fortuna di restare nella cripta dove riposa da sola. Questo mi ha permesso di mettermi emozionalmente in ascolto altro tassello per Il Viaggio di San Colomano. Durante la vacanza in Svizzera sono andata anche a San Gallo, luogo in cui il Santo è stato costretto a lasciare il suo discepolo preferito. Gallo, perché non se la sentiva più di viaggiare causa una forte febbre. Naturalmente la vacanza in mezzo ai boschi mi ha caricata e ho pensato al nome della mia composizione che già avevo in parte già composto: “Il viaggio di San Colombano – The Colum Suite

Finalmente la sera del concerto di  Vaprio d’adda

Alle 18.30 ca. sono arrivati gli operai a portare il pianoforte, uno Yamaha a mezza coda; una volta posizionato l’ho provato e … le pietre dell’Adda delle colonne e di altre parti della chiesa mi hanno dato l’impressione di essersi in un certo modo risvegliate. Il suono del pianoforte risuonava e sembrava venisse assorbito da loro e subito rimandato in un modo armoniosamente dolce. Ho provato una grande gioia che mi sono portata dentro fino al momento del debutto. Prima di cominciare ho guardato l’immagine di San Colombano sull’abside, la più antica tra quelle dipinte, e sorridendogli ho cominciato con il primo brano.  Alla fine dei pezzi conosciuti, il mio “Concerto Sacro”,  ho presentato alla comunità “Il Viaggio di San Colombano –  The Colum Suite”.  So di averla suonata con grande convinzione e trasporto ed è piaciuta molto, anche a me.

e un grazie speciale…

Un grazie di cuore al parroco don Giuseppe Mapelli e all’arch. Marco Galli




Un sabato a “Lake Me Up”

https://www.youtube.com/watch?v=tzVHxmvfT5g

Un sabato a “Lake Me Up”


Partiti da Milano con il nostro zainetto con insalata di riso, the freddo acqua e un dolcetto a testa per raggiungere il lago Sirio a Chiaverano appena dopo Ivrea, in provincia di Torino. Appena usciti dall’autostrada abbiamo percorso una strada costeggiata da campi e da boschi. Già era il preludio di ciò che avremmo poi trovato una volta raggiunta la meta. Arrivati, ci hanno accolti delle persone gentili e simpatiche,  abbiamo saputo poi che erano dei volontari, che ci hanno indicato il luogo del parcheggio. Ahah, mai visto… Ci hanno fatto parcheggiare  in un boschetto un po’ in pendenza. Due passi ed eravamo già sul luogo del festival.

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Il lago

Nel tragitto abbiamo potuto constatare che era un laghetto in cui ci si poteva nuotare. Ma che bello! Averlo saputo saremmo arrivati molto prima. Pian pianino abbiamo cominciato a sentire la musica e… Caspita ci siamo resi conto che il festival si sarebbe svolto in un luogo fatoso, veramente magico. Non sapevamo nemmeno della sua esistenza. Il lago Sirio è strepitoso. Sistemata la coperta a terra proprio sulla sponda; c’era già parecchia gente e una giovane musicista, chitarra e voce, aveva già iniziato ad esibirsi sul palco, una piattaforma proprio sul lago. Che spettacolo! 

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Per noi pic nic e Arte


Abbiamo fatto il nostro pic nic in uno scenario romanticamente musicale. Cosa buffa e bella é stato vedere i bagnanti che arrivavano da diversi punti del lago e che in acqua potevano usufruire dello spettacolo. La gente del pubblico era educata e ben disposta al dialogo tanto che abbiamo conosciuto una coppia di giovani ragazzi vicini a noi, veramente carini.
Durante lo spettacolo si sono esibiti dei ragazzi molto bravi oltre ai grandi Phindar, promotori e organizzatori del festival. Certo che per  gli artisti suonare  in uno scenario naturale così meraviglioso avranno sicuramente potuto attingere una grande ispirazione.
Devo dire che l’artista giovane che mi ha colpito è stato Fadi, un ragazzo romagnolo di grande talento al quale auguro grande successo. Nel video qui sopra con la sua “Canzone Leggera” e Spider Ragnus Dance troppo forte!

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Magari il prossimo anno…


Non posso però tralasciare il fatto che mentre mi perdevo in un incantevole tramonto sul lago immaginavo di suonare in quel luogo le mie composizioni. Riuscite ad immaginare un lago incantato, circondato da tantissimo verde, con un cielo rosa nel momento del tramonto, con libellule a pelo d’acqua e la mia musica fastosa? Io si!

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Info

http://anightlikethisfestival.com

https://www.facebook.com/Pinhdar/

https://www.facebook.com/FADI-218168982327491/

foto e video www.fabioricci.it

Melody Bach alla Terrazza da Vinci

Melody Bach alla Terrazza da Vinci

Melody Bach torna a suonare a Vaprio d’Adda, il suo paese, giovedì 27 giugno 2019 alle ore 20. Sarà presso la Terrazza da Vinci ed è previsto un abbinamento concerto con apericena a 15 euro. L’artista vapriese suonerà immortali della musica classica mixati con successi pop e rock. Dove la musica colta incontra gli eredi, spesso inconsapevoli, che quello che compongono è già stato scritto. Così in Beethoven si trovano i Metallica, in Mozart fa capolino de Andrè e così via, dove indovinare cosa è stato contaminato, diventa davvero un gioco per appassionati. Prenotate subito!

melody bach a crema
melody bach a crema

La musica e il posto

La musica di Melody è sempre dominata dal romanticismo, ma certo suonare in un contesto così particolare come la Terrazza da Vinci, suggestiva già di suo, è davvero arricchente. Per lei, in quel posto si sono sposati i suoi genitori e la bisnonna era a servizio di una nobildonna, è davvero emozionante. Serata altamente consigliata per i romantici, la vista dei panorami che Leonardo da Vinci, nei suoi frequenti passaggi da Vaprio, dipingeva da quella vista è davvero unica.

valentina orlandi
valentina orlandi

Valentina Orlandi

Ci sarà anche un’ospite, Valentina Orlandi, Elfetta speciale della Fatina.  Valentina canterà dandovi davvero altre “Million Reasons” (che qui sotto cantano durante una prova insieme) ma chissà che di canzoni non ne facciano anche due insieme. Valentina è spesso presente nei live di Melody, oltre che brava e bella è anche un vero portafortuna. Senza contare che anche lei è Vapriese doc. L’idea di Melody Bach Project è proprio questo: valorizzare il talento che cresce e che merita, ma soprattutto condividere la Musica tra amici e talento.

Eventi Milanesi e Botteghe Milanesi

A supportare la promozione ci saranno anche Eventi Milanesi e Botteghe Milanesi, due portali gemelli che si occupano di Musica e spettacolo, il primo, di imprese e food, il secondo. Entrambi con base a Milano dedicano molto spazio anche alla provincia, così hanno deciso di supportare Melody Bach alla Terrazza da Vinci. Sia come ufficio stampa sia come social, massima copertura dunque!

Info

https://www.instagram.com/terrazzadavinci/
https://terrazza-da-vinci.business.site/
www.terrazzadavinci.it

Terrazza Da Vinci – Ristorante Hotel Lounge Bar American Bar
Via Antonio Motta, 46 a Vaprio D’Adda (MI)
Tel. 0228099032 – info@terrazzadavinci.it

Melody Bach canta per L’isa

Gli otto video del promo #unafatinatuttamatta la campagna che abbiamo realizzato per l’evento di Milano da L’Isa

Melody Bach canta per L’isa

Melody Bach suona (e canta) per l’ottavo compleanno di L’Isa, il compleanno dell’infinito. La festa, ingresso gratuito sarà questa sera Mercoledì 22 Maggio 2019, inizio dalle 19 e intorno alle 20 si esibirà la nostra Fatina. L’Isa si trova in Via Thaon di Revel 8 a Milano. Ci sarà anche la presenza degli amici di Domus Vinum ed è prevista la presenza della deliziosa elfetta Valentina Orlandi che verrà a cantare con Melody.

Melody canta

Non tutti sanno che Melody Bach Project non è solo la Fatina che suona ma canta anche. Il programma di questa sera conterrà pezzi arrangiati da lei tradizionali o mash-up di canzoni celebri e colossi della musica classica. Ma anche tradizionali che incontrano il moderno. Insomma le magie musicali delle note cucite per creare ricami armonici a sostegno delle melodie che tanto amiamo. Così Beethoven incontra i Metallica, Mozart si abbraccia De Andrè, Lucio Dalla a “Torna Surriento”. Ci sarà anche Ron e un pezzo (“Remoteness”) scritto dalla pianista e compositrice. Due pezzi con la splendida voce dell’altrettanto splendida Valentina Orlandi che canterà una canzone da Jesus Christ Superstar “I don’t know how to love him.” e la notissima “Million reasons”. Quindi stasera: Melody Bach canta per L’isa

valentina orlandi
valentina orlandi

L’isa

Il tutto per festeggiare l’ottavo compleanno dell’esclusiva boutique de L’Isa (intervista qui sotto da #botteghemilanesi) proprio nel cuore dell’Isola, il quartiere più delizioso della nuova Milano. Nuova perché è esploso negli ultimi anni, dopo essere stato un po’ dimenticato e questa è la ragione perché è rimasto così vecchia Milano anche se confinante con i grattacieli di Garibaldi. Isabella, nel suo negozio, accoglie veri e propri artisti. Gli abiti non sono in tutte le taglie non sono in colori a scelta, ma sono così come l’artista li ha voluti, certo ci si trova anche oggettistica e gioielli artigianali. Con lei i super turbati di Miss Flapper, l’abbigliamento di Autopsie Vestimentario e i bijoux di AlemaiuguAle Soutache

clicca per il vino
clicca per il vino

Domus Vinum

Ci saranno anche gli amici di Domus Vinum con il loro spumante di Falanghina, eccellenza del Sannio nel Beneventano. Assoluti amici dell’arte e delle cose belle offriranno un brindisi a questa serata che mette insieme tante unicità, ci sarà anche questo ricercato produttore di vino. Una piccola curiosità Melody Bach appare nell’home page, ma non ditelo in giro, del sito della cantina perché ha prestato il suo sorriso al brand.

Info

L’Isa Via Thaon di Revel 8 a Milano per informazioni 338 128 8732 – serata ingresso libero

https://www.facebook.com/lisa-200103500030729/

www.domusvinum.it

www.missflapper.it

http://www.autopsievestimentaire.com

https://www.facebook.com/AlemaiuguAlesoutache/