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Ricordando Fabrizio de Andrè

Ricordando Fabrizio de Andrè

Negli scorsi giorni è stato l’anniversario di un immenso cantautore e così la nostra Fatina, ricordando Fabrizio de Andrè, appunto, ha deciso di fare una cover di un suo pezzo immortale “Amore che vieni amore che vai” mischiato con “Alla Turca” di Wolfang Amadeus Mozart. I due pezzi hanno gli accordi simili ed è bastato rallentare Mozart per farlo incontrare con il cantautore di Genova.

L’amore

La canzone di De André “Amore che vieni amore che vai” mi ha da sempre suscitato emozioni chiunque la coverizzasse. Ascoltata cantata da Fabrizio però… ho provato emozioni molto forti. Mi ha portato indietro nel tempo, a quando ero una giovane fatina, il cuore che batteva all’arrivo del primo innamorato. Via via la mente percorre tutti i momenti dei nuovi incontri: l’amore vissuto in modo sempre più intensamente consapevole, mentre la musica risuona. L’ho ascoltata veramente in modo esponenziale e l’ho anche cantata in giro per casa. Ma poi è arrivato il giorno in cui ho deciso di cantarla accompagnandomi al pianoforte e farci un video

Attenzione Fatina al lavoro

Mi faccio avvolgere dall’armonia di questa canzone e nella mia testa danzano accordi moderni e antichi, una sequenza di armonie che mi rimandano a qualcosa a me conosciuto. Allora comincio a giocare con le sequenze armoniche fino a che, le mie dita ricadono su un brano imparato quando avevo 8 anni: “Alla Turca” di Mozart. Con stupore e curiosità ho cominciato a lavorare ed ecco che il grande De André e il grande Mozart si sono fusi  uno nell’altro e mi hanno permesso di realizzare questo lavoro. Si sono rincorsi, abbracciati fino a fondersi in un’unica composizione

La Fatina al Teatro Pane e Mate

La Fatina al Teatro Pane e Mate

Il Teatro Pane e Mate ha trasferito, nel periodo natalizio, la sua base performante alla Casa della Memoria di Milano (zona Isola). La Fatina l’ha visitata ed è tornata a vedere “La disfatta di Roncisvalle”. Ecco le sue impressioni!

il portone di Pane e Mate
il portone di Pane e Mate

Il percorso emozionale: ieri, oggi e domani

Quando arrivi vedi un portone in legno chiaro chiuso, ma la cosa bella è che è un portone chiuso che non vede l’ora di aprirsi per farti entrare. Ecco il portone si apre e meraviglia delle meraviglie c’è una giostra, una giostra con cavalli in legno, velieri e animali tutti in legno. Vicino al perno centrale c’è un trono. Mentre gira i paesaggi cambiano continuamente e non vorresti più scendere.

La Fatina si lancia
La Fatina si lancia

Da lì si passa a un mondo sonoro, con canne di bambù e se avvicini l’orecchio a quelle centrali, puoi ascoltare suoni e voci. Poi via, cambia nuovamente lo scenario. Alzando lo sguardo vedi tanti uccelli e a lato della stanza una piscina con della sabbia. Immergere le mani è bellissimo. Poi ecco che, svolazzanti qua e là, ci sono disegni e desideri lasciati dai bambini, ma anche non bambini, di passaggio in questo mondo incantato.

Un viaggio carico di emozioni dal quale non volevo assolutamente uscire.

la disfatta di Roncisvalle
la disfatta di Roncisvalle

La disfatta di Roncisvalle

La Fatina al Teatro Pane e Mate seconda visita, allora partiamo dall’allestimento de “La disfatta di Roncisvalle“: un palco al primo impatto rivestito di broccato rosso e contornato da una passamaneria dorata a frange, stile ‘700. Ma… sorpresa il palco è un divisorio dal quale spuntano dei pupi rappresentanti paladini con abiti e pennacchi di colori abbinati, spade e scudi scintillanti. Ogni tanto viene ruotato e al suo interno si vedono raffigurati i paladini sia quelli di Carlo Magno che i Saladini. Questo cambio di scena avviene più volte durante lo spettacolo. La storia e la rappresentazione sono travolgenti e commoventi.

I due strepitosi artisti, Salvatore Fiorini e Gianni Parodi, si esibiscono recitando brani di alto livello ma in modo comprensibile a tutti. Muovono i loro pupi, le loro marionette il loro spettacolare orso, con grazia, quasi a passo di danza. La battaglia è cruenta ma Salvatore, Gianni e l’orso riescono con la loro dolcezza a tranquillizzare gli animi. L’orso è meraviglioso, ti viene voglia di abbracciarlo e coccolarlo; Gianni lo anima e gli parla con modi gentili, quasi lo protegga dal male che il racconto della battaglia porta con sé. In scena Gianni suona dei curiosi strumenti spagnoli antichi portando ulteriore magia al tutto.

Info

http://www.teatropanemate.it/

foto di www.fabioricci.it

 

Turbine di Melody Bach

Turbine di Melody Bach

Turbine di Melody Bach è il pezzo che vi vogliamo fare ascoltare oggi, è stato il primo scritto dalla Fatina dal momento dell’inizio della sua carriera solista. Pezzo che si è trasformato molto, con l’arrangiamento, ma che qui ascoltate in versione acustica. Il pezzo è compreso in Fairy Pop, che ad essere sinceri ancora non sappiamo se pubblicare o meno. Sia perché ci sono tante cose nuove che avanzano. Sia perché per come l’abbiamo lavorato pensiamo debba essere pensato in un lavoro più strutturato (un musical o perlomeno qualcosa di teatrale). Ci stiamo lavorando, pensando soprattutto.

Cosa bolle in pentola

Ma  i pezzi vivono anche di vita propria e si sostengono anche solo in acustico. Senza nessun arrangiamento. Intanto continuiamo a lavorare a Concerto Sacro ma soprattutto al debutto discografico che dovrebbe proprio essere Fairy Rock (qualche indizio già lo trovate tra i video). Lavori sempre fatti con la produzione del complice di questi anni (Fabio Ricci) ma intanto ascoltiamo: Turbine di Melody Bach

Info

www.fabioricci.it

L’Ave Verum Corpus K 618 di Wolfgang Amadeus Mozart

L’Ave Verum Corpus K 618 di Wolfgang Amadeus Mozart

Questa volta la nostra Fatina si è cimentata con: L’Ave Verum Corpus K 618 di Wolfgang Amadeus Mozart. Pezzo composto a Vienna, dal compositore viennese, nei giorni 17 e 18 luglio 1791. Proprio poco prima della sua morte avvenuta il 5 dicembre 1791 a Vienna Austria a soli 35 anni. Il compositore viennese fu un bambino prodigio, ha comunque composto musica immortale per 30 anni, avendo iniziato a scrivere musica a soli 5 anni.

Che lavoro è stato fatto da Melody

Sono partita partita facendo una ricerca sul suono, che mi sembrava più adatto, poi l’ho eseguito personalizzandolo. Facendo grande attenzione a rispettare i “silenzi” così fondamentali in Mozart. Con grande cura ai respiri che aiutano a rendere questo brano così dinamico e vivo. Così è uscita questa mia versione, sono pur Melody Bach, ma amo molto anche Mozart. D’altra parte il cuore delle fatine è grande e c’è posto per tutta la grande musica. Anche questo pezzo viene eseguito spesso durante il mio “Concerto Sacro